di Umberto Tasciotti

La legge dispone e impone atti e comportamenti, e così è accaduto anche nel 2012 e nel 2013 con la L. 190 e D.lgs. 33, rispettivamente su anticorruzione e trasparenza; ma se l’obbligo di adempiere alle prescrizioni non è in discussione, residua in capo al destinatario la scelta delle modalità attraverso cui applicarle.
Si può seguire un percorso formale, non discutibile sotto il profilo della legittimità, oppure una strada nuova, attraverso una messa in pratica non burocratica.

Non esiste la soluzione perfetta ma tutti potrebbero essere interessati a creare una “piattaforma di dialogo” che tramite la condivisione delle idee, delle opinioni e delle buone pratiche contribuisca a sostenere quel cambiamento della PA che la Legge anticorruzione e il Decreto sulla trasparenza sottendono.
L’obiettivo principale della trasparenza è quello dell’accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività anche delle pubbliche amministrazioni, risultando, altresì, funzionale a quello di prevenzione e lotta alla corruzione di cui alla legge 190/2012.

L’intervento legislativo, infatti, si muove nella direzione di rafforzare l’efficacia e l’effettività delle misure di contrasto al fenomeno corruttivo puntando ad uniformare l’ordinamento giuridico italiano agli strumenti sovranazionali di contrasto alla corruzione già ratificati dal nostro Paese.

Tratto dalla presentazione del libro ” La Trasparenza e l’anticorruzione” di Umberto Tasciotti